Titolo: Che fine ha fatto miss Baby?
Autore: Martin Lee
Editore: Newton & Copton
Prezzo: 9,90
Pagine: 286
Attenzione attenzione! Questo romanzo si basa su due grosse menzogne. prima di tutto: non è un thriller. Non possiede nessuna caratteristica del thriller, possiamo magari esagerare dicendo che è un noir, ha un tocco di mistero e contempla alcuni eventi e fatti poco chiari.
Secondo: Miss Baby non va proprio da nessuna parte, non fa nessuna fine, lo dico per tranquillizzare tutti sulle sue sorti.
Sinossi: Laney ormai è una donna serena e sicura di sé. Tanti anni fa era sola al mondo, un'adolescente timida e introversa. Poi un giorno incontrò Delilah, che fu come una sorella maggiore. Delilah era tutto per lei, e la faceva sentire finalmente amata e protetta. A settecento miglia di distanza, in Texas, c'è un'altra donna. Si chiama Miss Baby, e ha il cuore a pezzi, perché gli uomini della sua vita non hanno fatto altro che offenderla e umiliarla. Finalmente conosce un uomo tenero e gentile, una persona di cui potersi fidare, ma ha perso la memoria, e non ricorda più il suo nome e da dove viene... Laney e Miss Baby non hanno nulla in comune, non si conoscono e non si sono mai incontrate, eppure un terribile segreto le unisce, una verità sepolta nelle sabbie del tempo. E quando la polizia si presenta a casa di Laney per interrogarla su un omicidio avvenuto tanti anni prima, le ombre del passato ricompaiono nella sua vita...
Bene, tralasciando queste due cantonate prese dall'editore... E' un bel romanzo. Racconta soprattutto delle disperazione e della solitudine di un gruppo di donne, disposte a tutto per avere la possibilità di condividere la propria esistenza con un uomo. Disposte a tutto, persino mentire clamorosamente: persino uccidere.
Niente di nuovo sotto il sole, direte voi: non si può certo dire che la tematica sia nuova.
Ma la storia è scritta bene, ben svolta, melanconica, a tratti toccante.
Pagine
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sabato 22 dicembre 2012
martedì 25 settembre 2012
La Sottile Linea Scura - Joe R. Lansdale
Titolo: La sottile linea scura
Titolo originale: A Fine Dark Line
Autore: Joe R. Lansdale
Traduttore: L. Conti
Editore: Einaudi Super ET
Pagine: 300
Data di pubblicazione: 01 Gennaio 2006
ISBN: 9788806185008
Prezzo: 12.00 €
Titolo originale: A Fine Dark Line
Autore: Joe R. Lansdale
Traduttore: L. Conti
Editore: Einaudi Super ET
Pagine: 300
Data di pubblicazione: 01 Gennaio 2006
ISBN: 9788806185008
Prezzo: 12.00 €
Sinossi:
Nell'afosa estate texana del 1958, il
tredicenne Stanley Mitchell lavora nel drive-in
del padre, e mette il naso in un segreto che doveva rimanere nascosto. E la
«perdita dell'innocenza» di Stanley, in quell'estate in cui il mondo per lui
cambia per sempre, coincide con il miracolo di una resurrezione davvero magica.
In perfetta naturalezza, Lansdale ricrea le voci, il sapore, la vita, di un
tempo scomparso del tutto, come non fosse mai esistito. «Qualunque cosa fosse,
temevo che si sarebbe impadronita di me, trascinandomi al di là di quella
sottile linea scura che fungeva da confine tra il mondo dei vivi e il mondo dei
morti»: la linea che segna per Stanley la scoperta del male, del dolore e della
morte insieme con l'esplosione del sesso e la consapevolezza del conflitto
razziale, diventa la parete trasparente da varcare per immergerci, stupiti e
riconoscenti, in quegli anni Cinquanta lontani ormai come la preistoria.
La sottile linea scura rievoca le tensioni razziali all'interno delle piccole comunità del Texas orientale, in una sorta di guerra tra poveri che rischia, alla fine, di lasciare solo vinti e nessun vincitore.
La sottile linea scura rievoca le tensioni razziali all'interno delle piccole comunità del Texas orientale, in una sorta di guerra tra poveri che rischia, alla fine, di lasciare solo vinti e nessun vincitore.
Mi
sono avvicinata a questo libro un po’ titubate: da un lato mi frenava la
recensione a Tramonto e Polvere fatta
da Alessia, dall’altra m’incoraggiava l’entusiasmo di Elisa nel dirmi di
leggere questo libro prima di altri. Poi ho iniziato a leggerlo ed ogni timore
è sparito perché la storia narrata e la scrittura di Lansdale mi hanno
trascinato all’interno del romanzo al punto da non riuscire più staccarmi:
volevo sapere cosa sarebbe successo dopo, dopo ancora e ancora dopo.
La
narrazione viene fatta in prima persona da Stanley Mitchell Jr. che è il
protagonista di questa avventura insieme alla sorella e all’amico Richard.
Facciamo la sua conoscenza nel momento in cui il padre del ragazzo ha deciso di
lasciare il suo lavoro di meccanico e la cittadina dove vivono, per trasferirsi
in un piccolo paesino del Texas dove Stanley Senior ha acquistato il drive-in
del posto.
Tutto
sembra procedere come sempre, le giornate scorrono lente e afose e l’inizio
della scuola è ancora lontano fino a che Stanley Jr. inciampa in qualcosa di
duro e appuntito seppellito nel giardino della sua nuova casa. Quando lo
dissotterra scoprirà essere un cofanetto di metallo arrugginito contenente
lettere e pagine strappate di un diario.
Dapprima
solo, poi con l’aiuto della sorella Callie, il ragazzo comincia a chiedere in
giro notizie di quelle che dapprima sono solo lettere, M. e J., poi diventano
persone e infine due ragazze ben precise con una storia e un mistero alle
spalle.
Intorno
a questa vicenda principale, poi, si snodano le storie e le vite dei genitori
di Stanley, della sorella e dei vari giovanotti che le fanno il filo, di Rosy
Mae la loro domestica, di Buster il proiezionista del drive-in e di altri
personaggi che, seppur secondari, vengono caratterizzati molto bene e con
tratti nitidi e netti.
La
forza di questo romanzo, secondo me, sta nel fatto che la sua trama non ruota
solo intorno al mistero, ben costruito e magistralmente dispiegato al lettore, ma
anche e soprattutto perché, attraverso questo mistero, si racconta la perdita
di innocenza e il passaggio all’età adulta che tutti noi, prima o poi,
attraversiamo.
Mi
è piaciuto molto il modo che Lansdale utilizza per raccontarlo, senza contare
che le sfumature noir che caratterizzano questo libro sono davvero ben
strutturate e ben raccontate.
martedì 7 agosto 2012
Appunti di un venditore di donne - Giorgio Faletti
Titolo: Appunti di un venditore di donne
Autore: Giorgio Faletti
Editore: Dalai
Pagine: 397
Data di pubblicazione: Luglio 2012
ISBN: 9788866206972
Prezzo: 11,90 €
Sinossi:
1978. A Roma le Brigate Rosse hanno rapito Aldo Moro, in Sicilia boss mafiosi come Gaetano Badalamenti soffocano ogni tentativo di resistenza civile, all’ombra della Madonnina le bande criminali di Vallanzasca e Turatello fanno salire la tensione in una città già segnata dagli scontri sociali. Ma anche in questo clima la dolcevita del capoluogo lombardo, che si prepara a diventare la «Milano da bere» degli anni Ottanta, non conosce soste. È proprio tra ristoranti di lusso, discoteche, bische clandestine e cabaret - dove cresce una nuova generazione di uomini di spettacolo destinata a rivoluzionare la comicità italiana - che fa i suoi affari un uomo enigmatico, affascinante, reso cinico da una menomazione inflittagli per uno «sgarbo». Si fa chiamare Bravo. Il suo settore sono le donne. Lui le vende. La sua vita è una lunga notte bianca che trascorre in compagnia di disperati, come l’amico Daytona. L’unico essere umano con cui pare avere un rapporto normale è un vicino di casa, Lucio, formidabile chitarrista cieco con cui condivide la passione per i crittogrammi. La comparsa improvvisa di una ragazza, Carla, che per sfuggire alla povertà decide di entrare nel giro della prostituzione, risveglia dolorosamente in Bravo sensazioni che l’handicap aveva messo a tacere. Ma per lui non è l’inizio di una nuova vita - che comunque gli sarebbe preclusa - bensì di un incubo che lo trasformerà in un uomo braccato dalla polizia, dalla malavita e da un’organizzazione terroristica. Incastrato come capro espiatorio in una serie di omicidi e in una strage efferata, per salvarsi non potrà contare che su se stesso. Il mondo, cui aveva cercato di sottrarsi scegliendo l’oscurità alla luce del giorno, lo risucchia mettendolo faccia a faccia con la violenza del proprio tempo. Qualcosa di molto più grosso di lui che fa sembrare acqua cristallina i suoi traffici sporchi.
La morte è una primadonna, ha la capacità di monopolizzare l'attenzione. E l'attenzione è tanto più grande quanto più strane sono le circostanze in cui si presenta. Nello stesso tempo, in un modo o nell'altro, ha il dono di rendere protagonisti. Me ne sto accorgendo a mie spese, adesso che ovunque muovo lo sguardo mi trovo intorno corpi insanguinati stesi a terra. E all'apparenza ognuno di loro ha un dito puntato a indicare me.
Bravo è il protagonista di questa storia: un uomo che per un regolamento di conti ha subito una mutilazione. Da quel momento in poi, smette di credere che in questa vita ci sia qualcosa di buono e si mette a navigare in acque sporche.
E' anche piuttosto abile a stare a galla. Si procura un bel giro di clienti, vende donne e vive ''bene''.
Tutto questo sullo sfondo di una Milano fine anni '70, dominata da Turatello, Vallanzasca e dalla mafia che gestisce bische e ricicla denaro. Dove il sangue si mischia alla festa e agli aperitivi. Bravo passa le nottate con altri ''amici'' a ubriacarsi e giocare per non farsi domande di cui non ha le risposte, perchè semplicemente non ci sono.
Ma un giorno incontra Carla, bella bellissima e misteriosa. Vuole cambiare vita. Vuole entrare nel giro di Bravo.
Da quel giorno, è la vita di Bravo che non sarà più la stessa e si ritroverà in mezzo a un affare grande e grosso, dove dovrà cercare di sopravvivere e soprattutto capirà che ci si può fidare solo di stessi.
Io e Faletti ci siamo innamorati con "Io uccido" e "Niente di vero tranne gli occhi", per poi subire una separazione con "Io sono Dio". Dopo c'è stato di nuovo l'innamoramento folle.
E qui riesplode in tutta la sua grandezza! Perchè adoro Faletti, mi piace da impazzire e i suoi libri sono sempre una piacevole scoperta.
"Appunti di un venditore di donne" è forse quello che mi è piaciuto di più. Adoro l'ambientazione, adoro il protagonista e adoro il modo in cui riesce a svelare i pezzi del puzzle poco alla volta, come se Bravo fossi tu, e in quel casino ci fossi finito tu, insieme a lui.
E poi è bello arrivare alla fine, poco alla volta, vedendo come anche in questo libro la vita si rivela essere per ciò che è: quando nasci ti tirano a sorte. È solo questione di culo la pagina dove vai a finire.
In conclusione, merita di essere letto: un bel viaggio alla scoperta degli anni bui di Milano, della notte più scura per alcuni e l'arrivo dell'alba. Forse. Un'alba a metà, ecco.
Autore: Giorgio Faletti
Editore: Dalai
Pagine: 397
Data di pubblicazione: Luglio 2012
ISBN: 9788866206972
Prezzo: 11,90 €
Sinossi:
1978. A Roma le Brigate Rosse hanno rapito Aldo Moro, in Sicilia boss mafiosi come Gaetano Badalamenti soffocano ogni tentativo di resistenza civile, all’ombra della Madonnina le bande criminali di Vallanzasca e Turatello fanno salire la tensione in una città già segnata dagli scontri sociali. Ma anche in questo clima la dolcevita del capoluogo lombardo, che si prepara a diventare la «Milano da bere» degli anni Ottanta, non conosce soste. È proprio tra ristoranti di lusso, discoteche, bische clandestine e cabaret - dove cresce una nuova generazione di uomini di spettacolo destinata a rivoluzionare la comicità italiana - che fa i suoi affari un uomo enigmatico, affascinante, reso cinico da una menomazione inflittagli per uno «sgarbo». Si fa chiamare Bravo. Il suo settore sono le donne. Lui le vende. La sua vita è una lunga notte bianca che trascorre in compagnia di disperati, come l’amico Daytona. L’unico essere umano con cui pare avere un rapporto normale è un vicino di casa, Lucio, formidabile chitarrista cieco con cui condivide la passione per i crittogrammi. La comparsa improvvisa di una ragazza, Carla, che per sfuggire alla povertà decide di entrare nel giro della prostituzione, risveglia dolorosamente in Bravo sensazioni che l’handicap aveva messo a tacere. Ma per lui non è l’inizio di una nuova vita - che comunque gli sarebbe preclusa - bensì di un incubo che lo trasformerà in un uomo braccato dalla polizia, dalla malavita e da un’organizzazione terroristica. Incastrato come capro espiatorio in una serie di omicidi e in una strage efferata, per salvarsi non potrà contare che su se stesso. Il mondo, cui aveva cercato di sottrarsi scegliendo l’oscurità alla luce del giorno, lo risucchia mettendolo faccia a faccia con la violenza del proprio tempo. Qualcosa di molto più grosso di lui che fa sembrare acqua cristallina i suoi traffici sporchi.
La morte è una primadonna, ha la capacità di monopolizzare l'attenzione. E l'attenzione è tanto più grande quanto più strane sono le circostanze in cui si presenta. Nello stesso tempo, in un modo o nell'altro, ha il dono di rendere protagonisti. Me ne sto accorgendo a mie spese, adesso che ovunque muovo lo sguardo mi trovo intorno corpi insanguinati stesi a terra. E all'apparenza ognuno di loro ha un dito puntato a indicare me.
Bravo è il protagonista di questa storia: un uomo che per un regolamento di conti ha subito una mutilazione. Da quel momento in poi, smette di credere che in questa vita ci sia qualcosa di buono e si mette a navigare in acque sporche.
E' anche piuttosto abile a stare a galla. Si procura un bel giro di clienti, vende donne e vive ''bene''.
Tutto questo sullo sfondo di una Milano fine anni '70, dominata da Turatello, Vallanzasca e dalla mafia che gestisce bische e ricicla denaro. Dove il sangue si mischia alla festa e agli aperitivi. Bravo passa le nottate con altri ''amici'' a ubriacarsi e giocare per non farsi domande di cui non ha le risposte, perchè semplicemente non ci sono.
Ma un giorno incontra Carla, bella bellissima e misteriosa. Vuole cambiare vita. Vuole entrare nel giro di Bravo.
Da quel giorno, è la vita di Bravo che non sarà più la stessa e si ritroverà in mezzo a un affare grande e grosso, dove dovrà cercare di sopravvivere e soprattutto capirà che ci si può fidare solo di stessi.
Io e Faletti ci siamo innamorati con "Io uccido" e "Niente di vero tranne gli occhi", per poi subire una separazione con "Io sono Dio". Dopo c'è stato di nuovo l'innamoramento folle.
E qui riesplode in tutta la sua grandezza! Perchè adoro Faletti, mi piace da impazzire e i suoi libri sono sempre una piacevole scoperta.
"Appunti di un venditore di donne" è forse quello che mi è piaciuto di più. Adoro l'ambientazione, adoro il protagonista e adoro il modo in cui riesce a svelare i pezzi del puzzle poco alla volta, come se Bravo fossi tu, e in quel casino ci fossi finito tu, insieme a lui.
E poi è bello arrivare alla fine, poco alla volta, vedendo come anche in questo libro la vita si rivela essere per ciò che è: quando nasci ti tirano a sorte. È solo questione di culo la pagina dove vai a finire.
In conclusione, merita di essere letto: un bel viaggio alla scoperta degli anni bui di Milano, della notte più scura per alcuni e l'arrivo dell'alba. Forse. Un'alba a metà, ecco.
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