Iniziamo oggi una nuova rubrica inventata da Elisa sulla nostra pagina Facebook e, visto che è una cosa carina, abbiamo deciso di riproporla anche qui!
Come avete capito dal titolo, si parla di film tratti dai libri che sono diventati best seller, hanno fatto impazzire milioni di lettori e hanno stuzzicato la fantasia di qualche regista che ha deciso di portarli sul grande schermo.
Il primo libro/film di cui abbiamo deciso di parlare è "The reader - A voce alta": il film è stato diretto da Stephen Daldry e il libro è stato scritto da Bernhard Schlink.
I protagonisti di questa storia sono Michael Berg e Hanna Schmitz, quindicenne lui e trentaseienne lei, che si conoscono casualmente in una fredda mattinata tedesca quando il ragazzo, colto da un conato di vomito, si sente male prorpio sotto casa della donna. Tra i due nascerà un'intensa ed erotica storia d'amore fino a che Hanna non scomparirà improvvisamente dalla vita di Michael. La loro storia non sarà solo un'iniziazione al sesso per il giovane ragazzo, ma anche la scoperta di grandi capolavori della letteratura per la donna che li conoscerà attraverso la voce di lui.
Dopo l'uscita di scena di Hanna c'è un salto temporale, sia nel libro che nel film, dopo il quale ritroviamo Michael giovane studente di giurisprudenza che si ritrova ad assistere al processo di alcune SS poste a guardia dei campi di concentramento. Con sua sorpresa tra le imputate c'è Hanna che, alla fine, si ritrova usata come capro espiatorio dalle altre donne sulla base di un documento che dicono essere stato redatto da lei. Eppure Michael sa che non può essere stata lei e rimane stupito quando Hanna non si difende e ammette l'impossibile: perché la donna è analfabeta, ma si vergogna di questo suo stato e lo nasconde anche a costo della libertà. Nel giovane nasce un conflitto interiore: dire la verità andando contro il volere della donna, oppure tacere pur sapendo che a pagare è un'innocente?
Il resto non ve lo racconto altrimenti vi tolgo tutto il bello della storia ;)
Per quanto mi riguarda, io ho apprezzato entrambi ed ho visto prima il film del libro, di cui ho scoperto l'esistenza un po' di tempo dopo.
In questo caso, dunque, promossi e consigliati entrambi!
Ebbene sì, nonostante i libri che già affollano la mensola della libreria dedicata ai libri in lettura, attirata dagli sconti che faceva il sito de La Feltrinelli e dall'1+1 attuato da una libreria Giunti che si trova in un supermercato vicino a casa mia, ho comprato altre meraviglie.
E ti ho sposato l'ho scoperto grazie alla rivista "Il libraio" 8fonte inesauribile di isprazioni di lettura!) e mi ha subito catturato la trama. Ammetto che ho aspettato un po' a comprarlo perché mi stavo per sposare e mi sembrava un po' così comprare un libro la cui storia comincia proprio con la morte di lui per raccontare la storia di questo amore tra marito e moglie...
Di Guida rapida agli addii mi ha attirato subito il titolo e poi la trama ha fatto il resto. Anche qui un marito che deve imparare a convivere con la perdita della moglie (dite che me la sto tirando o è scaramanzia??!!). Detto così è banale, però ne ho letto qualche estratto e mi è parso davvero ben scritto. Non ho mai letto nulla di questa autrice e, anche se le recensioni sono contrastanti, ho deciso di provare lo stesso a leggerlo.
Esercizi di stile l'ho scoperto grazie ad alcuni blog che seguo e curiosando qua e la tra gli scaffali degli utenti di aNobii. E' un libro particolare, però mi ispira davvero tanto!
L'inverno si era sbagliato lo sto puntando da un po', ma ho sempre fatto passare davanti altri libri. Adesso mi sono decisa a comprarlo, si vede che è arrivato il suo momento.
Leggere Lolita a Teheran l'ho scoperto in un gruppo di libri che parlano di libri su aNobii. Mi piacciono molto i libri che hanno come argomento i libri e di questo mi ha colpito molto anche la trama. Ed eccolo giunto a casa mia.
Le intermittenze della morte l'ho comprato perché dovevo completare l'ordine ed era da un po' che volevo leggere qualcosa di Saramago. Questo era quello la cui trama mi attirava di più.
Inseguendo l'amore lo avevo scoperto leggendo La sovrana lettrice e poi mi ero dimenticata della sua esistenza, finché La Lettrice Rampante non mi ha ricordato la sua esistenza e così sono andata alla libreria dell'1+1 a comprarlo.
Nuvolosità variabile è l'altro 1 della promozione suddetta. Non ne ho mai sentito parlare e nemmeno conosco l'autrice, però la trama lascia supporre una storia davvero carina. Vedremo...
E adesso direi che per un po' sono a posto ed evito di comprare altri libri perché ne ho sedici in coda ed è il caso che legga questi prima di comprarne altri.
Titolo: Olivia ovvero la lista dei sogni possibili Autore: Paola Calvetti Editore: Mondadori Omnibus Pagine: 181 Data di pubblicazione: 11 Maggio 2012 ISBN: 9788804615668 Prezzo: 17.00 €
Sinossi:
Olivia è una trentenne sognatrice e determinata, una Amélie Poulain che
ama giocare con le parole e scattare fotografie con la sua vecchia
Polaroid. A pochi giorni da Natale, un qualunque 22 dicembre in cui
passeggiare sotto la neve non è che un piacevole imprevisto durante la
caccia agli ultimi regali, scopre di essere appena stata licenziata. O
meglio, il suo ruolo di addetta stampa precaria nell'agenzia più carogna
della città è stato "soppresso". Così Olivia si rifugia in un bar
tabacchi e, in attesa di riorganizzare il suo futuro, si tuffa nel
passato rileggendo il suo curriculum vitae e ripercorrendo tutte le
tappe che l'hanno condotta fino a lì. Anche per Diego quello è un giorno
speciale: le profonde ferite che hanno segnato la sua infanzia, in
seguito al suicidio dell'adorato fratello, hanno smesso di sanguinare e
ora ha finalmente il cuore leggero. Per tutta la loro vita Olivia e
Diego non sanno di essersi incontrati, un giorno lontano, al cimitero:
due bimbi stupiti in mezzo a adulti sopraffatti dal dolore. Guidati
dalle onde misteriose della serendipità, sono destinati a trovarsi
proprio mentre cercano tutt'altro: un lavoro, una nuova casa, la
risposta a un'antica domanda...
Ho scoperto questo libro su un numero della rivista “Il
libraio” e un po’ per la copertina e in gran parte per la trama, è finito
dritto dritto nella mia wish list.
Già quando l’ho preso in mano tra gli scaffali della
libreria in cui l’ho acquistato, ho sentito che sarebbe stato un libro
speciale, di quelli che distendono un sentiero di parole davanti a te mentre li
stai leggendo. Un sentiero che ti conduce in un altro tempo e in un altro luogo
dove ti perdie rilassi completamente,
dimentica dell’acqua sul fuoco, del gatto che reclama attenzioni, del marito
che, in bilico sulla scala, ti chiede aiuto per sistemare non so cosa non so
dove.
Quando apriamo il libro e cominciamo a leggerlo,
conosciamo Olivia, una trentatreenne frizzante e innamorata delle parole che
comincia la sua giornata come tutte le altre andando al lavoro. Il problema è
che il destino ha in serbo per lei alcune novità, in primis quella che da quel
giorno non avrà più un lavoro a causa della crisi economica. Dire che questa è
una doccia fredda non rende l’idea di ciò che prova Olivia che, dopo aver
inscatolato le sue cose, esce dall’ufficio e si rifugia in un bar tabacchi per
ripararsi dalla neve e rimettere insieme i cocci della sua vita.
Parte così uno stream of consciousness grazie al quale conosciamo meglio Olivia e la sua vita.
E poi c'è Diego, un avvocato con alle spalle una tragedia familiare, che cresce portandosi addosso il peso di ciò che è stato.
E poi c'è il Destino che ci mette il suo zampino.
Olivia è
questo, ma è molto altro: un libro magico, un rifugio
sicuro, un ricordo indelebile, pagine che non si scordano e parole che
rimangono impresse nella memoria.
È un libro da cui attingere quando la vita ti chiude una
porta in faccia perché ha parole di speranza.
È un libro da aprire quando si pensa che la propria vita
fa schifo perché ti ricorda che non è proprio così.
È un libro di quelli che vanno regalati perché porteranno
freschezza nella vita di chi lo riceve.
È un libro speciale che merita un posto speciale nella
libreria, anzi, è un libro che non dovrebbe stare nella libreria, dovrebbe
essere in un posto comodo e sempre a portata di mano per poterlo aprire a casa
e attingere dalla sua poesia di parole.
Io sono una lettrice, non una ricettrice: è difficile che
riprenda in mano libri già letti, preferisco dare spazio ai mille che voglio
ancora leggere. Ma c’è sempre un’eccezione e la mia è la raccolta di romanzi di
Jane Austen alla quale attingo spesso e volentieri quando sono un po’ giù di
morale, quando ho il blocco del lettore, quando cerco risposte a domande che da
sola non riesco a trovare, quando fuori piove e fa freddo e io vorrei il sole e
il caldo. Da oggi, accanto al tomo di zia Jane, ci sarà anche questo libro che
parla di sogni e di speranze.
Penso che lo si sia già capito dalla recensione, ma
questo libro mi è entrato dentro nel profondo e si è scavato un posticino
dentro di me in modo da mettersi comodo e rimanerci. Perché io credo molto nel
destino, nel fatto che si trova ciò di cui si ha bisogno solo nel momento in
cui non lo si cerca e poi perché anch’io ho avuto la mia Nonnina speciale che
mi insegnava le canzoni della sua giovinezza e a fare l’uncinetto, mi veniva a
prendere a scuola e mi prendeva lo zaino portandoselo a spalle perché, secondo
lei, io ero troppo piccola per portare tutto quel peso e mi offriva perle di
saggezza quando mi sentivo a terra.
E mi manca, mi manca infinitamente...
Ma, tristezza e malinconia a parte, questo è uno di quei
libri che vi consiglio spassionatamente di leggere.
Aggiungo anche il booktrailer, perché è splendido quanto il libro!
Ho trovato su facebook questo link e l'ho postato sulla nostra pagina, ma è talmente bello che ho deciso di dedicargli anche un post qui sul blog!
L'originale appartiene a questo sito: Zen Pencils
Titolo: La 19a moglie Titolo originale: The 19th Wife Autore: David Ebershoff Traduttore: S. Castoldi Editore: Giunti Pagine: 732 Data di pubblicazione: 01 Maggio 2011 ISBN: 9788809759114 Prezzo: 18.00 €
Sinossi:
Jordan ha vent’anni e vive liberamente la propria omosessualità dopo
essere stato cacciato dalla comunità religiosa di Mesadale. Qui vivono i
First, una setta che deriva dai Mormoni e che pratica ancora la
poligamia. Un giorno Jordan scopre dai giornali che il padre è stato
ucciso e che la madre è accusata di omicidio. Convinto della sua
innocenza, il ragazzo torna a Mesadale per indagare: le numerose mogli
del padre, esacerbate da invidie e gelosie, sembrano avere molto da
nascondere; per non parlare del “Profeta”, il capo della setta, che
desidera tenere gli occhi indiscreti lontano dalla comunità su cui regna
sovrano. Parallelamente alla storia di Jordan, si sviluppa
l’autobiografia di Ann Eliza Young, diciannovesima moglie del Profeta
Brigham Young, che alla fine dell’Ottocento si ribellò al marito, lasciò
la comunità e iniziò una campagna di sensibilizzazione contro la
poligamia. È proprio in nome di Ann Eliza che un gruppo di volontari
fonderà un’associazione e aiuterà Jordan a indagare sui misteri di
Mesadale e a scoprire il vero assassino.
L’anno scorso sono
andata a pranzo con una mia amica e poi, immancabilmente, abbiamo girovagato
per un po’ tra gli scaffali della libreria che c’è nel centro commerciale dove
abbiamo pranzato.
Guardando qua e là ricordo di aver preso in mano questo
libro perché ne avevo letto la recensione da qualche parte e mi incuriosiva, ma
siccome ne avevo già altri due in mano che ci tenevo di più a leggere, l’ho
posato. La mia amica, incuriosita, ne ha letto la trama e lo ha acquistato: mi
feci promettere di prestarmelo appena lo avesse finito.
Qualche tempo dopo le chiesi notizie del libro e mi disse
che lo aveva iniziato ma che stentava ad andare avanti perché era sì
interessante, ma anche un po’ pesante. Per farla breve, il libro è arrivato sulle
mensole della mia libreria prima delle ferie con un avvertimento: “è interessante
ma estremamente pesante.”
La 19ª moglie è un romanzo che narra
al suo interno fatti storici che si intrecciano ad un omicidio nel tempo
presente. È ambientato in America all’interno della comunità (più propriamente
una setta) della Chiesa dei Primi Santi degli Ultimi Giorni all’interno
della quale viene ucciso un uomo e, dell’omicidio, viene accusata la sua 19ª moglie. Casualità vuole che un’altra 19ª moglie sia stata protagonista di uno
scandalo avvenuto nel 1873, anno in cui Ann Eliza Youngchiese il divorzio da Brigham Young,
secondo presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.
Riassumere in modo più dettagliato la storia è quasi
impossibile, almeno per me, perché i fatti raccontati che si accavallano tra
loro e si altalenano tra passato e presente sono davvero tanti, inframmezzati,
tra l’altro, da articoli di giornale, testimonianze di tribunali, lettere
inviate tra personaggi sconosciuti e parenti della Young. Insomma, un vero
minestrone!
Il difetto di questo romanzo, che di per sé non è male e
che non permette di intuire facilmente chi ha commesso l’omicidio iniziale, è
appunto questa accozzaglia di informazioni e storie che l’autore ha deciso di
inserire all’interno della storia. In più va aggiunto il fatto che questo
romanzo supera le 700 pagine che, vista la complessità della trama, secondo me
sono davvero troppe. Ce ne fossero state 250/300 in meno sarebbe stato
sicuramente più godibile.Così risulta
“leggibile, ma pesante” come dicevamo ieri la mia amica ed io mentre ne
parlavamo.
Buongiorno, buon lunedì e buon inizio settimana!
Qui dalle mie parti, in provincia di Torino, sembra ormai arrivato l'autunno e si sa, con l'arrivo delle brutta stagione, si passa più tempo in casa, si girula meno e si ha più tempo da dedicare anche al blog. Quindi preparatevi a leggere un po' di nuovi post ;)
Oggi comincia una nuova rubrica scoperta attraverso Bulimia Letteraria (che ormai sto stalkerando :P) e inventato da Chick Lovers It.
Consiste nel consigliare, ogni lunedì, un libro basandosi sui prompt scelti dall'ideatrice della rubrica.
Pronti? Partenza, via!
Di libri con tre parole nel titolo che consiglierei ce ne sono a milioni, però se solo uno deve essere, allora quel libro è Kafka sulla spiaggia. Se non avete mai letto Murakami forse iniziare da questo libro non è il massimo perché è una storia molto particolare che parte dalla realtà ma più volte fa andata e ritorno dal mondo della fantasia, in ogni caso il modo di scrivere di questo autore, la sua cura nel scegliere le parole e legarle tra loro è di una poesia estrema che, a mio parere, trova il suo massimo in questo libro. E non pare poi nemmeno così strano che nella periferia di Tokyo ci sia un uomo che parla con i gatti, un adolescente che ha come amico un ragazzo corvo e che si ritrova in un mondo popolato di fantasmi.
Al prossimo lunedì con il successivo Recommend a...!
Titolo: L'amante di lady Chatterley
Autore: D. H. Lawrence
Editore: Newton&Copton
Prezzo: 6,00
Pagine: 320
Sinossi: Connie Chatterley è moglie di sir Clifford, un aristocratico che in seguito a una ferita di guerra è diventato impotente (metafora della sterilità intellettualistica della sua cultura e della sua classe). Connie desidera la maternità e la sua carica vitale la spinge verso il guardiacaccia Mellors. Nasce tra i due la passione... "E se c'è un cielo, lui è là, e lui mi dormirà accanto in modo che io possa dormire."
Beh, beh, beh.
Ci sono romanzi che entrano di prepotenza nella storia della letteratura e che conservano un' aura di fascino e di mistero nonostante gli anni che passano.
L'avevo letto anni fa e lo sto rileggendo in questi giorni per una sfida sui classici a cui partecipo su aNobii.
Rileggerlo a distanza di qualche tempo, con una maturità diversa, fa il suo effetto, non lo nego.
Non sono una lettrice facilmente scandalizzabile, tutt'altro. Ho letto la mia parte di romanzetti rosa tipo Harmony ( che, diciamocela tutta, a volte abbondano di dettagli), ho letto beceri romanzetti con dame di fuoco e stallieri pieni di entusiasmo, ho letto qualche serio romanzo erotico. Mi manca la trilogia delle 50 sfumature, ma spero di recuperare. Insomma, sono giunta alla conclusione che...scrivere di sesso non è facile.
Scrivere in modo che sia vero, ma non volgare, non è facile; scrivere in modo che non sia solo sesso, ma che dietro ci siano ragionamenti, delle pulsioni, delle emozioni, non è facile; scrivere in modo che i personaggi non siano solo due corpi nudi su un letto, o su una balla di fieno, ma caratteri precisi, con un cuore e un cervello funzionante, non è facile.
Perchè chi cerca in "L'amante di lady Chatterley" solo la sessualità, sbaglia indirizzo. Credo che sia un romanzo più che altro sensuale: si insinua, come una serpe, come un dubbio. Cos' è più scorretto: costringere una donna nel fiore degli anni a zittire i suoi istinti, o cedere all'istinto, tradendo il marito ma conservando intatto l'amore?
E' più corretto il marito che pretende fedeltà dalla moglie insoddisfatta, o quello che le permette lo svago del tradimento di letto, non potendo soddisfare lui stesso i bisogni della moglie? E' giusto che una donna mantenga la maschera dell' algida moglie priva di calore e necessità ( si, proprio necessità sessuali), quando un uomo è autorizzato a cercare altrove se la consorte non porta a termine i suoi "doveri coniugali"?