Pagine

venerdì 24 agosto 2012

Librocitando #1

Buongiorno a tutti!
Il week end si avvicina e per me si avvicina anche la fine delle ferie sigh&sob. Ma, come direbbe il mio buon babbo, non si vive di solo ozio, quindi me ne faccio una ragione e comincio ora a pregare che da lunedì si smorzi un po' quest'afa insopportabile e soffocante.

In ogni caso oggi sono qui per presentarvi una nuova rubrica: Librocitando. Ogni volta che trovere un post con questo titolo, vuol dire che questo riporterà una citazione che ci ha particolarmente colpite e che vogliamo condividere con voi.

Cominciamo dunque!






"Non sapeva dove si alzasse ogni mattina senza di lei accanto, è questo che le incideva la carne. Si svegliava con i segni del dolore su ogni segmento del corpo. Poteva combattere contro il dolore, ma con i segni come si fa?

L'amore e gli stracci del tempo - Anilda Ibrahimi

mercoledì 22 agosto 2012

" La tregua" - Primo Levi






Titolo: La tregua
Autore: Primo Levi
Editore: ET scrittori
Anno di pubblicazione: 2005
Pagine: 278
Prezzo: 10 euro
ISBN: 9788806173852

Sinossi:

La tregua, seguito di Se questo è un uomo, è considerato da molti il capolavoro di Levi: diario del viaggio verso la libertà dopo l'internamento nel Lager nazista, questo libro, piú che una semplice rievocazione biografica, è uno straordinario romanzo picaresco. L'avventura movimentata e struggente tra le rovine dell'Europa liberata - da Auschwitz attraverso la Russia, la Romania, l'Ungheria, l'Austria fino a Torino - si snoda in un itinerario tortuoso, punteggiato di incontri con persone appartenenti a civiltà sconosciute, e vittime della stessa guerra: da Cesare, «amico di tutto il mondo», ciarlatano, truffatore, temerario ed innocente, al Moro di Venezia, il gran vecchio blasfemo che sembra uscito dall'Apocalisse, a Hurbineck, il bimbo nato ad Auschwitz, «che non aveva mai visto un albero», alle bibliche tradotte dell'Armata Rossa in disarmo.L'epopea di un'umanità ritrovata dopo il limite estremo dell'orrore e della miseria.

Ieri ho cominciato a leggere "La tregua". Chissà perchè lo riprendo in mano proprio ora, a distanza di tanti anni dalla lettura di "Se questo è un uomo", romanzo da sempre proposto dagli insegnanti delle classi superiori...
Lo sto leggendo con il consueto stupore che mi coglie quando leggo Primo Levi: leggendo la sua accuratissima prosa, si intuisce un grande scrittore e si pensa ad un romanziere... mentre Levi era di professione chimico.
Mi è tornato poi in mente un servizio visto in televisione tempo fa, sul ritorno dello scrittore nel campo di sterminio in cui fu internato fino alla fine della Guerra. Ve lo ripropongo. E vi consiglio questa lettura.

http://www.youtube.com/watch?v=gNrRSdJN4J8&feature=related

L'ultimo Catone - Matilde Asensi


Titolo: L'ultimo Catone
Titolo Originale: El Ùltimo Catòn
Autore: Matilde Asensi
Traduttore: A. C. Crappi
Editore: BUR Biblioteca Unversale Rizzoli
Pagine: 483
Data di pubblicazione: 1 Febbraio 2008
ISBN:  9788817020305
Prezzo: 9.90 € 

Sinossi:  
Suor Ottavia Salina, massima autorità dell'Archivio segreto del Vaticano in fatto di paleografia, viene convocata dalle più alte gerarchie pontificie. E l'unica persona al mondo in grado di decifrare uno strano tatuaggio inciso sul cadavere di un etiope ritrovato sui monti della Grecia. Da questo enigma dipendono le sorti di tutte le Chiese cristiane. Viaggiando tra Roma, Ravenna, Gerusalemme, Atene, Costantinopoli, Alessandria e Antiochia, ovvero le sette città simbolo dei peccati capitali, e sottoponendosi a pericolose prove iniziatiche, Suor Ottavia, sempre affiancata dalla Guardia Svizzera Raspar Glauser-Roist e dall'archeologo Farag Boswell, riuscirà a venire a capo di un mistero lungo diciassette secoli: chi è l'ultimo Catone? 


E questa volta la Asensi non mi ha delusa! Dopo Tutto sotto il cielo ho letto altri due suoi libri in cerca della magia e del coinvolgimento che avevo provato nel primo, ma nulla di fatto.
Questa volta invece è andata meglio, complice il periodo estivo e la lettura leggera.
Il libro racconta di suor Ottavia, esperta di paleografia presso gli Archivi Segreti Vaticani, che viene chiamata in causa quando in Grecia trovato il corpo di uomo che ha sul corpo strani simboli che raffigurano sette croci e le sette lettere dell’alfabeto greco che formano la parola stauros e cioè croce. Ottavia è l’unica che può decifrare questi simboli dai quali dipende il futuro della Chiesa.

È vero, l’argomento è trito e ritrito, letto e riletto, visto e rivisto però la Asensi, per come lo scrive, riesce a renderlo originale e ti trasporta tra le pagine, fianco a fianco con suor Ottavia e i suoi compagni di avventura.

Certo, non aspettatevi nulla di eccezionale e di nuovo perché non c’è, però se cercate una lettura da fare sotto l’ombrellone oppure una lettura di svago per staccare la spina in un periodo un po’ pieno di cose, questa, secondo me, è la lettura ideale.

martedì 21 agosto 2012

I Sette Peccati Capitali della Letteratura


Stavo facendo il mio quotidiano giro per il Web e nei blog letterari che seguo, e sono incappata in un post davvero molto carino di Bulimia Letteraria che lei ha a sua volta scoperto sul blog Happy Red Book che giro eh!
L'idea è quella di applicare i sette peccati capitali alla letteratura, proponendo sette domande "viziose" strettamente legate ai libri.
Ecco qui le mie risposte :)


AVARIZIA - Qual è il tuo libro più costoso? Qual è il tuo libro meno costoso?
In realtà non guardo mai il prezzo dei libri quando li compro, perché se un libro mi interessa, lo voglio e basta. Certo, ci sono dei periodi in cui sto più attenta alle spese e quindi cerco le offerte, però se poi l’offerta non la trovo, il libro lo acquisto lo stesso, solo che invece di tre ne prendo due soli e scarto quello che costa di più.
Se però devo proprio individuare un libro più costoso e uno meno costoso, direi che sono (sparati un po’ a caso): Via Col Vento di Margaret Mitchell il primo, Tre volte all’alba di Alessandro Baricco il secondo.

IRA - Con quale autore hai un rapporto di amore/odio?
Questa domanda mi riporta alla mente una discussione in corso sulla nostra pagina facebook, ma non divaghiamo!
L’autore che odi et amo è Stephen King. Ebbene sì, sono pronta ad essere lapidata, ma io e lui proprio non andiamo d’accordo. E pensare che sono sempre attratta dai suoi libri, ne ho letti tre e ne vorrei leggere altri, ma so come poi andrebbe a finire: mi trascino la lettura per giorni e giorni, apro il libro e leggo svogliatamente le infinite pagine senza mai riuscire a vedere la fine e, una volta raggiunto il traguardo, immancabilmente mi chiedo “ma perché ci sono cascata di nuovo?”.
Cosa c’è che non va tra di noi? Incompatibilità. Non riesco a farmi coinvolgere dai suoi libri, nonostante le storie sia belle e ben  strutturate e la sua scrittura sia fluida e scorrevole.

GOLA- Quale libro hai divorato e riletto in continuazione senza alcuna vergogna?
Non sono una lettrice dedita alla rilettura, ci sono troppi libri che voglio e devo ancora leggere e prendere in mano nuovamente un libro già letto, mi porterebbe via tempo prezioso da dedicare ai libri ancora da scoprire.
Però, si sa, le regole sono fatte per essere infrante, soprattutto quelle autoimposte, e io mi ritrovo spesso e volentieri a rileggere Ragione e Sentimento della mia amata zia Jane. A volte lo rileggo per intero, altre lo apro a caso e ne gusto qualche pagina oppure una frase appena. Dipende dallo stato d’animo.

PIGRIZIA - Quale libro hai tralasciato o messo da parte per pigrizia?
Per pigrizia ne ho smesso uno solo: I quaderni segreti di Agatha Christie di John Curran. Sebbene io ami smodatamente la Christie, non sono riuscita ad andare avanti nella lettura, dopo un po’ mi sono proprio rotta e ho lasciato perdere.

SUPERBIA - Di quale libro ti piace parlare per sembrare estremamente intellettuale?
Avendo fatto il liceo classico (che già di per sé basterebbe a saziare la mia superbia), direi che per fare sfoggio di cultura letteraria sceglierei di parlare delle opere dei classici greci e latini: una qualsiasi nel caso voglia volare basso, una poco conosciuta, magari greca, per fare proprio la sborona!

LUSSURIA - Quali caratteristiche trovi più attraenti nei personaggi sia maschili che femminili?
Per quel che riguarda i personaggi maschili mi piacciono quelli estremamente complicati e chiusi in se stessi con un passato tormentato alle spalle che li ha resi ciò che sono da adulti.
Per quel che riguarda le donna, anche se tendo a prendere sotto l’ala protettiva quelle fragili e insicure, tendo a preferire molto di più le donne carismatiche che sanno quello che vogliono, che si sono fatte da sole a furia di cadere e rialzarsi con una nuova cicatrice che diventa un monito costante di ciò che è stato.

INVIDIA - Quale libro vorresti ricevere come regalo?
Magari ce ne fosse uno solo! Ho un file sul pc, initolato Wish List, che contiene la bellezza di 246 titoli.
Ma se uno solo deve essere, direi che vorrei qui e ora E ti ho sposato di Lily Tuck.

E ora provate voi a rispondere a tutte e sette o solo a qualcuna di queste domande :)

Romanzi da ascoltare: gli audiolibri



Da un po' di tempo a questa parte, mi sono appassionata all' ascolto. Degli strilli della vicina? Del gracidar di rane che chiamano la pioggia? No... degli audiolibri.
Una premessa: non amo ascoltare altre persone leggere ad alta voce: faccio una fatica immane a seguire il filo della vicenda, mi perdo, sono talmente tesa nello sforzo dell'ascolto che mi guasto il piacere del racconto.
Ho scoperto invece che, se letti da persone competenti, con la giusta intonazione, un buon senso del ritmo,  un sottofondo musicale, un romanzo letto ad alta voce può essere davvero piacevole.
Il primo approccio l'ho avuto con " Un filo di fumo", romanzo di Andrea camilleri letto da Fiorello ( Editore Full Color Sound): meraviglioso, vi dico. Il giusto accento siciliano... Le musiche di Rava in sottofondo... Totalmente trasportata dall'altra parte della penisola, avevo solo da chiudere gli occhi per vedere il mare e i fichi d'India.
Gli audiolibri sono decisamente poco diffusi nelle librerie tradizionali....... e da un lato è anche giusto. Ne ho visto qualcuno alla Feltrinelli, alla Mondadori, in qualche libreria che resiste alle grandi catene ( qui a Torino segnalo la Luxemburg e Comunardi). Diverso è il discorso in rete: ci sono diversi siti che si occupano del settore, e molti altri che permettono di scaricarli gratuitamente. L'offerta è varia, si va da i classici- che - più- classici- non -si può come Flaubert e Tolstoj, alla narrativa contemporanea.
Non sottovalutate Youtube! Anche lì è possibile trovare ottime letture narrate. Oggi, ad esempio, sono alle prese con l'ascolto di "Dracula" di Bram Stoker........
E voi, avete mai avuto a che fare con gli audiolibri? Come vi trovate? Vi ispirano?

- elisa

La mia settimana con Marilyn - Colin Clark

Titolo: La mia settimana con Marilyn
Titolo Originale: My week with Marilyn
Autore: Colin Clark
Traduttore: Bosetti G. , Brignardello R. 
Editore: Mondadori
Pagine: 160
Data di pubblicazione: 1 Maggio 2012
ISBN:  9788804623571
Prezzo: 10 €

Sinossi:

Nel 1956 il ventitreenne Colin Clark, fresco di laurea oxfordiana, accettò di buon grado l'incarico di "trovarobe" sul set di Il principe e la ballerina, con Laurence Olivier e Marilyn Monroe. Si trovò così a essere testimone della confusione della bellissima diva, fresca di nozze con Arthur Miller, spesso sotto effetto di psicofarmaci, perennemente in ritardo, di contro all'ossessiva puntualità dell'iperprofessionale e molto britannico Olivier. Ma soprattutto si trovò a trascorrere un'inaspettata settimana "in fuga" con Marilyn, attraverso la campagna inglese: proprio lui, il più giovane e inesperto delle tante persone che la attorniavano sul set, si era infatti guadagnato la fiducia e l'affetto dell'attrice, diventando il suo confidente, il suo sostegno, il suo alleato. E, immancabilmente, innamorandosene un po'... Nelle pagine di questo diario, dal quale è stato tratto anche il film Marilyn interpretato da Michelle Williams, Clark ci offre un ritratto intimo ed emozionante di una delle donne più desiderate e affascinanti di sempre. 

Non avevo mai letto nulla su Marilyn Monroe, sebbene sia forse la donna più bella, famosa e triste del secolo scorso. Triste perchè in questo libro, quello che è emerso e mi è arrivato come un pugno nello stomaco, è che Marilyn, la grande star, sostanzialmente era piccina e insicura, come solo le donne sanno esserlo.
E' una leggenda, senza dubbio, ma quello che spesso dimentichiamo è che era prima di tutto una donna che doveva dimostrare al mondo di saper recitare, perchè era troppo bella e troppo bionda per non essere considerata stupida e incapace. Errore molto comune e molto sciocco.
Il libro è tratto da un diario e lo si percepisce mentre la narrazione prosegue. E' molto personale, pieno di giudizi e il punto di vista attraverso cui scopriamo la Diva è assolutamente di parte. Ma secondo me, è apprezzabile proprio per questo motivo.
La trama è molto semplice. Clark, l'autore, si trova subito dopo la laurea a fare da assistente personale al grande Laurence Olivier, sul set de "Il principe e la ballerina", per un semplice motivo: conoscenze. Aveva ottenuto quel lavoro poichè i suoi genitori erano facoltosi nonchè amici intimi di Olivier e Vivien Leigh.
Inaspettatamente, viene a contatto con Marilyn che in lui vede un giovanotto fresco e disinteressato, una persona semplice che vuole a tutti i costi lavorare al film. Diventeranno amici, Colin ne sarà inevitabilmente affascinato e cadrà nella trappola Marilyn...
Quello che però io ho percepito, è che anche Marilyn è caduta nella trappola Colin: aveva un disperato bisogno di qualcuno che la considerasse come una semplice ragazza insicura e bisognosa di amicizia.
Il messaggio che arriva è quello di una bambina intrappolata in un castello di orchi: l'entourage aveva preso il controllo della sua vita e lei era incapace di fuggirne perchè sostanzialmente non era abbastanza matura e indipendente per farlo. O forse perchè la rete era talmente fitta che era impossibile sfuggirne.
La bellezza del libro risiede nella Marilyn spensierata che fa il bagno nel Tamigi, che ride senza pensare a nulla e si diverte con Colin.
E forse, l'essenza di Marilyn è tutta in questa breve frase, detta a Colin dopo essere uscita dalla Biblioteca reale, a Londra:

"Devo diventare... Marilyn Monroe?"

lunedì 20 agosto 2012

Una Passione Tranquilla - Helen Simonson



Titolo: Una passione tranquilla
Titolo Originale: Major Pettigrew's Last Stand
Autore: Helen Simonson
Traduttore: L. Prandino
Editore: Piemme
Pagine: 486
Data di pubblicazione: 26 Aprile 2011
ISBN:  9788856610338
Prezzo: 19.50 €

Sinossi:

Ernest Pettigrew, ex maggiore dell'esercito britannico, è un uomo tutto d'un pezzo. Non perde tempo in frivolezze, né in inutili chiacchiere di paese. Ama la vita tranquilla, retta da valori solidi e intramontabili: decoro, senso del dovere e una tazza di tè fatto come Dio comanda. Ma la morte del fratello sembra aprire una breccia nel suo cuore, ed è allora che si abbandona all'amicizia per Jasmina Ali: la signora di origini pachistane che gestisce l'emporio del villaggio. Ad accomunarli non è solo lo stato civile (sono entrambi vedovi), ma anche la passione per la lettura. E così, il tè della domenica pomeriggio nella biblioteca del maggiore Pettigrew diventa ben presto un appuntamento fisso, atteso con trepidazione per tutta la settimana. Letto da Mrs Ali, Kipling è tutta un'altra cosa. Tuttavia, quando dalle amabili chiacchierate sui libri preferiti si accende qualcosa di più di una semplice amicizia, l'insolita coppia si ritrova al centro dei pettegolezzi e dei pregiudizi della piccola comunità di campagna. Perché, anche se Mrs Ali è nata a Cambridge e non si è mai spinta più in là dell'Isola di Wight, agli occhi di quel mondo chiuso resta sempre una straniera. Per non parlare del biasimo delle rispettive famiglie. A quel punto, starà al maggiore Pettigrew scegliere se piegarsi sobriamente alle tradizioni o combattere un'ultima, decisiva battaglia. Ma stavolta in nome dell'amore. 

Sono sincera, non so bene cosa scrivere in questa recensione. Non perché il libro non mi sia piaciuto, solo che, evidentemente, non mi ha lasciato molto.
Eppure qualcosa bisogna dire e quindi comincio dicendo che l’ambientazione inglese mi ha ricordato molto la mia amata Agatha Christie e questo un punto in più al romanzo lo ha dato di sicuro.
La storia narra dell’amore che nasce piano piano tra maggiore Pettigrew e Mrs. Ali, una signora indiana che gestisce l’emporio del paese.
Entrambi sono ormai vedovi da tempo e la loro amicizia nasce, per caso, una mattina quando il maggiore, che ha appena ricevuto la notizia della morte del fratello, esce di casa per ritirare la spesa che di solito consegna il nipote della signora Ali. Quella mattina, però, è lei che si trova davanti alla porta del signor Pettigrew e che lo vede sbiancare e quasi svenire per lo stress causatogli dalla triste notizia; la donna si offre così di accompagnarlo in casa e di preparargli un tè.
Si sa, da cosa nasce cosa, soprattutto se i cuori delle persone coinvolte sono pronti a ricevere nuovamente amore e se ci si mette di mezzo un libro.
In mezzo non mancano i disagi relativi al testamento del fratello, i pensieri che crea il figlio un po’ ribelle al maggiore e le chiacchiere del paese perché è impensabile per un uomo inglese provare qualcosa per una donna indiana!

Anche se il riassunto è un po’ semplicistico, si capisce che la storia in sé è ben costruita e devo dire che, pur parlando di amore, la trama è originale. Però non lo so, qualcosa mi ha lasciata un po’ così, anche se non riesco ad identificare per bene cosa sia quel qualcosa. Forse ha contribuito la lentezza con cui scorre il libro che, seppur adatta e necessaria alla storia, poco si addice alla mia voglia di sapere cosa succede e come va a finire.
Ho apprezzato molto il tipico humor inglese del maggiore che, con eleganza e finezza, dice a tutti le cose che pensa anche se, non sempre, i suoi interlocutori colgono l’ironia di fondo.
Infine, davvero delizioso il finale e, nel complesso, molto tenera e dolce tutta la storia.