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giovedì 13 settembre 2012

Prossimamente in libreria #3

Eccomi nuovamente qui a segnalare le prossime uscite su cui ho messo gli occhi e che mi stuzzicano un bel po'.

Ricordi i tuoi sogni di bambina? Clare da piccola ha scritto una lista per ricordarli tutti. "Nuotare con i delfini, trovare una cura per gli attacchi di cuore, diventare insegnante, avere un cane, imparare il codice Morse, sposarsi e avere dei bambini..." Una lista dimenticata che Clare credeva di aver perso, ma che adesso stringe tra le mani per la prima volta dopo anni. Gliel'ha spedita la sua maestra delle elementari, è stata lei a custodirla per tutto questo tempo. Adesso che Clare ha perso tutto, quei piccoli sogni sono l'unica ancora a cui aggrapparsi anche se sembrano impossibili da realizzare. Eppure sono l'unico modo per farle ritornare il sorriso. Clare decide impulsivamente di realizzare tutti i suoi desideri di bambina, uno dopo l'altro, perché dentro di sé sa che è l'unico modo per guarire le ferite del suo cuore. Molti sogni sembrano irrealizzabili o semplicemente infattibili. Come può rimpiazzare il vaso rotto della madre del suo vecchio amico Lincoln, se si è trasferito con la sua famiglia da più di vent'anni e non ne ha più saputo nulla? Per non parlare dello sposarsi e dell'avere figli: dopo tutto quello che è successo, è impensabile. Ma a ogni traguardo raggiunto Clare scopre un pezzo in più della vera sé stessa. E in una girandola di imprevisti e incontri inaspettati, capisce anche che cercare la donna che avrebbe voluto essere da piccola potrebbe riservarle dolci sorprese... 

Questa, lo ammetto, è una segnalazione un po' tardiva perché il libro esce oggi. L'ho scoperto mardetì quando mi è arrivato il nuovo numero de "Il libraio" e mi hanno incuriosita sia la trama che il titolo. Appena ci metterò sopra le mani, vi farò sapere!

Burlington, Vermont. Il tavolo della colazione sembra un campo di battaglia. Uova strapazzate, mirtilli e briciole di pane sulla tovaglia. In salotto giocattoli sparsi a terra e il pianto di un neonato. Ginny e William credevano di aver smesso di fare i genitori. Pensavano di potersi godere in pace gli anni della loro vecchiaia: curare il giardino, scaldarsi alle chiacchiere serene dell'ultimo sole. Ma è bastato un solo weekend perché tutto cambiasse e la loro casa venisse improvvisamente invasa da tutti i loro figli. La prima a presentarsi è Lillian, in fuga da un marito fedifrago, con al seguito la sua bambina di tre anni Olivia e il neonato Philip. Poi Stephen, accompagnato dalla moglie che scopre proprio in quel momento che la sua gravidanza è a rischio ed è costretta all'immobilità immediata. E infine Rachel, la figlia minore, che ha perso il lavoro e non può più permettersi le scarpe costose e l'affitto nel pieno centro di Manhattan. Dovevano fermarsi solo pochi giorni, ma sono diventati ospiti a tempo indeterminato. William e Ginny hanno di fronte a loro una lunga, lunghissima estate in cui, fra piatti rotti, urla selvagge, ma anche la carezza tenera delle dita paffute di un nipotino, devono imparare a conoscere di nuovo i figli e i loro problemi, ormai molto più complessi di una caduta dalla bicicletta e un ginocchio sbucciato. Perché non si smette mai di essere genitori. 

Anche questo è un libro scoperto su "Il libraio" e finito dritto dritto in wish list. Il titolo è meraviglioso! Uscirà il 20 settembre e, se lo leggete prima di me, fatemi sapere com'è!

Normandia, 1918. Léon e Louise amano pedalare controvento verso l'oceano. Verso quel piccolo antro tra gli scogli, sferzato dalle correnti, il loro rifugio, il loro nido. Lì, di fronte alla vastità dell'orizzonte, tutto è possibile. È possibile amarsi, con la spensieratezza e l'intensità dei loro sedici anni. È possibile immaginare un futuro insieme, lontano dalla guerra, dalle detonazioni, dalla morte. E sancire la loro unione con una promessa: "Ora e per sempre". Ma per quanto si illudano di tenerla lontana, la guerra è vicina, fin troppo vicina a loro. Sulla strada del ritorno una bomba li divide. Léon crede che lei sia morta e così Louise di lui. Eppure l'eco di quella promessa fatta tra le onde è destinata a durare ancora a lungo. Dieci anni dopo, a Parigi, mentre insorgono i presagi di una nuova guerra, Léon si è rifatto una vita. Ma una sera tutto cambia: il metrò è affollato, eppure nell'istante in cui i due vagoni si sfiorano, Léon la vede, nell'angolo del vetro libero vicino alla porta. Gli stessi occhi verdi, le lentiggini e i folti capelli scuri, l'immancabile sigaretta, come allora. Ne è sicuro: quella è la sua Louise. A separarli solo un metro d'aria e due finestrini. E due vite che hanno ormai preso direzioni diverse: lui ha moglie e famiglia, e lei ha scelto di stare da sola, fiera della propria indipendenza. Ma non importa. Anche se il futuro è pronto a dividerli di nuovo, ci sarà sempre un momento, un giorno, un istante in cui si rincontreranno. 

Questo libro esce oggi e, ad attirarmi, sono stati il titolo e la trama che, per un cuore di panna come me, è un invito a nozze.

Una nonna precipita nell’oblio della vecchiaia cancellando dalla memoria dapprima la figlia e poi la nipote, e chiudendosi nel castello inattaccabile di chi si approssima alla fine. Niente sembrerebbe destarla alla vita, né il cibo né le premure dei familiari. Un giorno, però, la nipote le porta una granita gelata, un piccolo gustoso monte Fuji identico a quello assaporato qualche anno prima a un chiosco non lontano da casa, e allora la nonna ritrova un guizzo di gioia e vitalità. Una donna gravemente ammalata decide di dedicare i suoi ultimi giorni a insegnare alla sua bambina come preparare un buon misoshiru, la zuppa di miso, la pasta di soia fermentata servita in una ciotola di brodo denso. Ha promesso al marito di preparargli ogni giorno l’adorato piatto e non vuole che, dopo il suo congedo dal mondo, un’altra donna, estranea alla famiglia, assolva quel compito.
Una coppia alla vigilia della separazione si reca nella penisola di Noto per un’ultima cena. Il tipico aroma speziato dei funghi matsutake, il sashimidi cernia macerata con alga konbu e un bel po’ di sake fanno dileguare per un istante rimpianti e tristezza dell’addio.Due gay progettano un doppio suicidio a Parigi e trovano la modalità giusta per porre fine alla loro esistenza davanti a ostriche crude con composta di pesche e mousse di pesce affumicato, scampi alla brace con spuma al profumo d’arancia, zuppa di granchio fredda con sorbetto di pomodorini ciliegia e altre prelibatezze…
I personaggi del nuovo libro di Ito Ogawa celebrano quasi tutti degli addii – il congedo dal mondo, dagli affetti più intensi, da un lungo rapporto d’amore, dai luoghi più cari – in compagnia di un cibo. Per un breve fugace momento, il cibo – una cena nel ristorante preferito, la zuppa dimiso, i funghi matsutake, una granita gelata – lenisce la crudeltà dell’addio e restituisce il piacere della vita e le gioie del palato.


Ho scoperto con piacere di amare i libri nei quali si parla di cibo e, sempre di recente, ho scoperto con piacere la scrittura fluida e poetica degli scrittori giapponesi. Inutile precisare che questo libro, che fonde entrambe le cose in sé, è finito dritto dritto in wish list.
Anche questo è in uscita oggi.


Eleonora Cohen nasce una notte del 1877 mentre la guerra russo­turca divampa nella pianura danubiana e la cavalleria dello zar irrompe nella città di Costanza. Un'antica profezia, narrata da due levatrici tartare giunte in città proprio quel giorno, prefigura per lei orizzonti carichi di aspettative. E la bambina non le tradisce. Fin da piccola dimostra memoria portentosa, grande abilità nel far di conto ma soprattutto una straordinaria predisposizione per l'apprendimento delle lingue e la lettura. Quando Eleonora si trasferirà a Istanbul, nella ricca dimora di Moncef Barcous Bey, ex governatore di Costanza e socio in affari del padre, le voci sulle doti della piccola bambina prodigio si spargeranno rapidamente, fino a varcare la soglia del palazzo del sultano.

 Questo è un libro che vorrei leggere, ma è anche uno di quelli che temo di non apprezzare. In wish list con riserva, uscirà il 20 settembre.



A poco più di quarant'anni, Viola si sente vuota e inutile. Suo marito, acclamato direttore d'orchestra, affascinante ed egocentrico, cui Viola ha dedicato ogni istante della sua vita, è morto da poco. Le giornate di Viola sono ora scandite dalla solitudine e dai ricordi. Durante una manifestazione in onore del marito, in un caldo pomeriggio di giugno, Viola incontra un uomo e dopo poco gli chiede di portarla via dalla festa. Inizia così una vera e propria fuga, durante la quale Viola comincia a raccontare la storia del suo matrimonio, un matrimonio come tanti e allo stesso tempo eccezionale. Ma, mentre racconta, Viola comincia a porsi delle domande che la porteranno a scoprire un'inattesa e per lei sconvolgente verità... 

Questo libro uscirà il 27 settembre e anche questo è in wish list con riserva perché temo possa essere un po' una boiata. Quando leggo frasi come "comincia a porsi delle domande che la porteranno a scoprire un'inattesa e per lei sconvolgente verità..." un po' mi spavento e mi metto sulla difensiva.


Nagasaki, agosto 1945. Kazuo, un ragazzo occidentale adottato da una famiglia giapponese, e Junko, figlia di una maestra di ikebana, si sono ripromessi di incontrarsi su una collina per suggellare il loro amore adolescente con un haiku. Pochi minuti prima dell'appuntamento, la bomba atomica trasforma la città intera nell'inferno. Tokio, febbraio 2011. Emilian Zäch, architetto svizzero in crisi, funzionario delle Nazioni Unite e sostenitore dell'energia nucleare, conosce una gallerista di arte giapponese ossessionata dall'idea di rintracciare il primo amore della nonna. Due storie parallele, destinate a incrociarsi in un finale sorprendente.

Questo libro mi ricorda un po' "Il gusto poibito dello zenzero", ma me lo ricorda solo perché la storia è diversa.
L'uscita è prevista per il 20 settembre.



Un piovoso e freddo lunedì di febbraio sul treno che porta i pendolari da Brighton a Londra. Nei vagoni, visi assonnati, pensieri, preoccupazioni. All'improvviso, un uomo che sta viaggiando con la moglie si sente male. Inizia così, da un episodio quasi banale nella sua drammaticità, la storia intensa di Anna, Karen e Lou. Tre donne su quel treno, le prime due unite da una profonda amicizia, la terza una sconosciuta che per una serie di eventi fortuiti legati a quel dramma si avvicinerà a loro. Insieme affronteranno la settimana più dura della loro vita e insieme scopriranno che, se è vero che basta un attimo perché tutto vada in frantumi, la vita va avanti e ci chiede di tenere il passo.

Uscita prevista il 27 di settembre per questo romanzo che ha una copertina slendida secondo me. Mi piacciono molto le storie in cui i protagonisti si incontrano per caso e da questa conoscenza fortuita nasce un'amicizia profonda o un amore inaspettato. Perché, in fondo, così è la vita, no?


Senza nessuno cui dedicarle, le parole sono vuote e inutili. Come vuota e inutile è ormai la vita di Mary Baxter, una brillante giornalista che ha visto il filo della sua esistenza spezzarsi un maledetto giorno di primavera. Tuttavia, con un matrimonio sull’orlo del fallimento e un lavoro che ha perso ogni significato, Mary sorprende per prima se stessa quando decide di seguire l’unico consiglio che le ha dato la madre per superare il dolore: iscriversi a un corso di lavoro a maglia. Scettica ma allo stesso tempo incuriosita, Mary inizia quindi a frequentare la merceria di Alice – una premurosa e saggia vecchietta – dove cinque donne si ritrovano ogni mercoledì sera per creare sciarpe, maglioni, cappellini e calzini. Così, col passare delle settimane, si instaura un profondo rapporto di intimità e amicizia tra Mary e le componenti del «club», che durante le sedute le raccontano il proprio passato. Come Scarlet, che ha deciso di aprire una panetteria dopo aver perso l’amore; o Beth, madre di quattro figli, che si porta dietro un grande rimpianto; e poi Lulu, Ellen, Harriet, ognuna con la sua storia e i suoi segreti, le gioie e le delusioni, i successi e i fallimenti… E saranno proprio quelle donne e la serenità trasmessa dal lavoro a maglia ad aiutare Mary a capire che è sempre possibile uscire dal guscio in cui ci rinchiudiamo, per aprirci di nuovo alla vita e all’amore. 

Questo libro dovrebbe uscire ad ottobre, ma non riesco a trovare la data precisa. Mi ispira molto, mi piacciono i club siano essi del libro, del cucito o del lavoro a maglia e la storia mi sembra promettente.
 

Direi che per questa volta siamo a posto, ci risentiamo al prossimo avvistamento! E, se nel frattempo leggete uno di questi libri, fatemi sapere.

PS scusate se alcuni dei libri segnalati sono in uscita oggi, ma è un periodo pieno di lavoro (che di questi tempi è una fortuna!) e ho perso un po' il giro con l'aggiornamento del blog. Sorry!

 

7 commenti:

  1. Io voglio assolutamente "Ogni istante di me e di te"... sembra che l'abbiano scritto pensandomi :)))

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    1. Anche a me quello ispira un sacco! <3

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  2. Cara Francesca,
    ma io devo assolutamente passare in libreria!!
    Mi interessano davvero tutti! Caspita, peccato che ora che è iniziata la scuola avrò qualche tempo in meno per le mie amate letture!
    Un abbraccio!

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    1. Ciao Marta!
      Io invece devo tenermi lontana dalla libreria o rischio la bancarotta! E' che "Il libraio" è sempre fonte inesauribile di ispirazione e poi questi titoli e le copertine sono spendide, come si può resistere?
      Buona scuola e buone letture!
      Un bacione <3

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  3. C'è un piccolo premio per il blog qui:

    http://sentierodiluna.blogspot.it/2012/09/premio-simplicity-e-premio-cutie-pie.html

    baci

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    1. Grazie Claudia! Sono passata a ringraziarti anche sul post ;)

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    2. Grazie mille cara!
      Oggi ci industriamo per rispondere :)

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